Storia dell'omeopatia
03 Apr 2020
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Storia dell'omeopatia

Christian Friedrich Samuel Hahnemann è considerato il padre dell’omeopatia, e visse a cavallo del 1700 e del 1800.

Fu un medico relativamente famoso e, alla pari dei suoi colleghi, aveva, in un primo momento, una visione tradizionale della medicina. 

La rottura con la medicina tradizionale 

Rimasto deluso dalla medicina tradizionale, nel 1787 Hahnemann attraversò una profonda crisi personale, a causa dalla inadeguatezza dei mezzi di cura a sua disposizione e si ritirò dall'attività medica per dedicarsi allo studio. 

Accettò quindi l'incarico affidatogli da un editore di tradurre la "Materia Medica" di Cullen, noto medico scozzese dei suoi tempi. Traducendo tale libro, Hahnemann si rese conto che le persone che raccoglievano la corteccia di China, da cui si ricava la chinina, si ammalavano spesso di febbri simili a quelle provocate dalla malaria, malattia che tutt’oggi è curata proprio con la chinina. 

Il simile cura il simile

Decise quindi di sperimentare su se stesso gli effetti della China, assumendone ogni giorno una certa quantità e annotando tutti i sintomi che si presentavano: si manifestò un quadro d'intossicazione i cui sintomi erano simili a quelli della malaria e, quindi capì che, la China, terapico per eccellenza contro i sintomi della malaria, era in grado di provocare in un individuo sano la stessa sintomatologia riscontrabile nel malato.

Da questa intuizione, intorno ai primi del 1800, nasce l’Omeopatia e si rafforza il suo principio fondamentale che “il simile cura il simile”.

Gli studi e le sperimentazioni

Intraprese quindi, insieme ad alcuni collaboratori, un periodo molto intenso di studi e sperimentazione della farmacopea allora utilizzata, che portano alla formulazione della “legge dei simili” così definita da Hahnemann: “Il medicamento che agendo su uomini in buona salute ha potuto produrre il maggior numero di sintomi simili a quelli della malattia che si deve trattare, è in effetti il solo in grado di ristabilire lo stato di salute“.

Dopo la prima sperimentazione con la China, Hahnemann iniziò una serie di prove con diverse altre sostanze, utilizzando sempre se stesso come cavia, poi coinvolgendo altri medici.

Per ridurne la tossicità, iniziò a somministrare dosi sempre minori di farmaco e, allo stesso tempo, cominciò ad agitare le soluzioni contenenti tali rimedi con vigorose succussioni (poi chiamate dinamizzazioni) utilizzate per rendere più efficaci le miscele. In tal modo scoprì che più aumentava la diluizione dei farmaci relativamente al numero di succussioni, più essi non solo non risultavano più tossici, ma erano anche più potenti nella loro azione.

Tutte queste esperienze di Hahnemann sull'azione fisiologica delle droghe sull'organismo vennero raccolte dall'autore nel "Organon" pubblicato in prima edizione nel 1810.

Il primo ospedale omeopatico

Pur se in contrasto con medici e farmacologi, che guardavano alle sue teorie come un attacco ai fondamenti della scienza, Hahnemann fonda nel 1835 a Parigi il primo ospedale omeopatico nel quale esercita la sua professione fino al 2 luglio del 1843, quando muore all’età di 88 anni.

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